Conviviale 21 Maggio 2015

Conviviale 21 Maggio 2015

Conferenza della dr.ssa Roberta Bruzzone

 “Delitti in famiglia: scenari criminologici e vittimologici”.

Roberta Bruzzone 21 05 2015 (2)Psicologa forense, è stata docente presso la Libera Università Mediterranea “Jean Monnet” di Casamassima e l’Università “Nicolò Cusano”. Esperta di criminologia, la Bruzzone è divenuta nota principalmente per il suo coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, quando le venne affidato il ruolo di consulente della difesa di Michele Misseri. In seguito la Bruzzone fu chiamata a testimoniare proprio contro Misseri, dichiarando che l’uomo durante un colloquio in carcere accusò dell’omicidio sua figlia Sabrina. In precedenza, la Bruzzone è stata consulente per altri casi di cronaca nera, fra cui la strage di Erba. La dr.ssa Bruzzone nel 2012 ha pubblicato il libro Chi è l’assassino. Diario di una criminologa, edito Mondadori: Come lavora, e ragiona, una criminologa? Quali tracce osserva sulla scena del delitto? Come conduce un interrogatorio? Da quali elementi risale al movente di un omicidio? Come ricostruisce il profilo dell’assassino? Come riconosce i tentativi di depistaggio? Nel libro ripercorre tutte le tappe dei suoi casi più significativi: gli interrogatori, lo studio degli incartamenti, le analisi delle tracce sul luogo del delitto, i ragionamenti per entrare nella testa dell’assassino e risalire, passo dopo passo, al colpevole.
Riconoscere e conoscere quello che spesso succede tra le mura domestiche in termini di danno per le donne e i minori, sapere che per violenza e maltrattamento si intende tutto ciò che implica sopraffazione psichica, economica, sessuale, oltre che fisica, vuole dire offrire alle donne la possibilità di rompere il segreto senza essere accusate di complicità, di avere la certezza che non solo chi picchia o uccide compie un reato, ma anche chi insulta, svilisce o minaccia.
L’aspetto psicologico del maltrattamento è una delle più potenti strategie di potere e di controllo che presiedono all’effrazione. In questo senso si parte dal presupposto che il maltrattante intenzionalmente voglia sopraffare la donna mediante strategie umilianti e dolorose di potere e controllo che provocano nella vittima una vera e propria effrazione psichica, indebolendola e impoverendola in modo grave ma funzionale al protrarsi dell’abuso. L’intento è quello di distruggere la vittima, spezzando la sua visione del mondo e di se stessa. Ledere la sua autostima e le sue sicurezze. Il maltrattamento, nel suo aspetto psicologico, si manifesta tramite strategie di controllo abbastanza ricorrenti: espressione di sopportazione e di disprezzo quando una donna parla di qualcosa, strategie di violenza e di controllo per fare vuoto intorno alla compagna, isolandola dal suo contesto sociale e affettivo, o sorvegliandola in continuazione. Altre volte l’aspetto psicologico del maltrattamento assume forme meno subdole e più riconoscibili sempre però giustificate da presunte colpe e manchevolezze della compagna. Lo stalking è un fenomeno diffusissimo negli esiti delle relazioni con maltrattamento in quanto il partner violento non vuole rinunciare alla sua preda anche se la tormenta, anzi proprio perché la tormenta. Nel suo gioco perverso il maltrattante sembra essere guidato da una logica ferrea dettata dal bisogno che sente di provocare nella compagna disagio e malessere.
Lo stalking implica telefonate continue, anche mute, a ogni ora del giorno e della notte e ripetute, messaggi al cellulare ora minacciosi ora amorosi, oppure contenenti perentorie ingiunzioni; pedinamenti; presenza costante sotto casa, davanti al luogo di lavoro o in qualsiasi posto dove la donna abitualmente si reca; irruzioni sul posto di lavoro; aggressioni fisiche.
Lo stalking implica anche violenza economica: il controllo economico è diffusissimo, anche se scarsamente riconosciuto in quanto il fatto che l’uomo detenga il potere economico e sia lui a gestirlo trova largo consenso e non certo condanna. Lo stalking implica a volte anche violenza sessuale nei rapporti di coppia che va a toccare nodi profondi e delicati. Molte donne che vivono una relazione abusiva, riescono ad avere un contatto affettivo con il partner solo attraverso l’atto sessuale che diventa l’unico momento di una intimità che nel quotidiano è andata totalmente persa. In questo senso le insistenze del partner per avere un rapporto anche quando la donna non vorrebbe, fanno breccia in quel piccolo spiraglio.

Presenti 48 persone, di cui 34 soci. Ospite del club il dr. Massimo Marino, compagno della dr.ssa Bruzzone.