La storia del Premio Carlo Casalegno


Il Premio “Carlo Casalegno” è nato come premio di giornalismo il  1980, l’anno in cui è stato fondato il Rotary Club Roma Nord Ovest. L’idea del Premio venne a tre soci fondatori del Club, in primo luogo a Bruno Mobrici, giornalista, assieme a Girolamo de Marco e Raffaele Antonucci. Certamente la spinta emotiva di tale decisione fu il desiderio di ricordare l’importanza della fede nella democrazia e nelle istituzioni, nel nome di un uomo mite che aveva sacrificato la propria vita per sostenere tali ideali. All’inizio il Premio ebbe cadenza semestrale, poi divenne annuale; questo spiega perché siamo alla XXXIII edizione, dopo 31 anni dalla sua istituzione. Con gli anni il Premio ha acquistato grande importanza, anche per il prestigio dei premiati, ed è divenuto nazionale, perché sono stati chiamati al voto, per la scelta del vincitore, tutti i rotariani dei dieci Distretti italiani. Sono stati, così, onorati quei giornalisti che hanno attuato il loro modo di fare informazione, avvicinandosi all’ideale del servire, senza interesse personale, cui si ispira il comportamento rotariano. Giunti alla XXIX edizione, il Club, che come detto ha fondato e organizza il Premio, ha deciso di ampliare la scelta a categorie professionali diverse dal giornalismo, ritenendo che l’impegno al rispetto dei principi etici fondamentali, poteva realizzarsi anche al di fuori del giornalismo. Così è stato per le ultime quattro edizioni del Premio, ma quest’anno si sono verificate delle condizioni in parte simili a quelle del 1980, perché si avverte la necessità di ricordare l’importanza della funzione che il giornalismo deve avere nei momenti difficili della vita democratica di una nazione. Infatti al giornalismo, definito anche “quarto potere”, si riconosce da sempre un primario compito di comunicazione, non solo di notizie, ma soprattutto di principi e valori, che in momenti difficili, devono essere di stimolo per migliorare la qualità delle istituzioni. Questa è la ragione per la quale abbiamo deciso di tornare a parlare di giornalismo, premiando giornalisti che hanno difeso e sostenuto la qualità delle loro idee, nel rispetto delle regole etiche dello Stato, come ha fatto il nostro archetipo Carlo Casalegno. Ancora una volta, come tutti i rotariani, ci auguriamo di dare un contributo alla costruzione di una società migliore, attraverso il sostegno ad un giornalismo di qualità, capace di diffondere valori necessari allo sviluppo di una società, specialmente nei momenti in cui questa sembra avere perso parte della sua cultura e del rispetto dei valori primari che reggono una corretta democrazia.
Giorgio Castellucci
Presidente Commissione Premio Casalegno