Riunione conviviale di giovedì 30 ottobre 2014

Riunione conviviale di giovedì 30 ottobre 2014

Conferenza del dr. Domenico Mazzullo sul tema
“La depressione male oscuro del terzo millennio”


foto2Prima di dare la parola al dr. Mazzullo, il Segretario del Club, ing. Giovanni Rossi, legge la nota che il nostro socio fondatore  Girolamo de Marco ricordò nella conviviale del 4 Febbraio 1982.
L’amicizia rotariana è quel sentimento, che ci deve distinguere, per il quale nel nostro cuore non c’è spazio per il rancore, ma solo per la lealtà ed il sacrificio. La gioia di ritrovarsi insieme è una delle manifestazioni dell’amicizia. Facciamo sì che una sempre maggiore assiduità alle nostre riunioni sia prova della sempre più stretta amicizia fra i soci del Club“.


Il Presidente, dr. Massimo Guidarelli, dando il suo benvenuto al nostro socio onorario Massimo Barra ricorda che è stato uno dei primi medici a prendersi cura dei tossicomani in Italia iniziando la sua attività presso il Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma nel 1974. Due anni più tardi fonda Villa Maraini, Fondazione per l’assistenza dei tossicomani che ha diretto per più di 30 anni. Volontario della Croce Rossa fin dall’età di 8 anni, Massimo Barra è stato Presidente Nazionale dei Pionieri della CR italiana (1972 – 1976), Ispettore Nazionale dei Volontari del Soccorso della CR italiana (1979 – 2000) e successivamente Presidente Nazionale della CR italiana (2005 – 2008).
Introduce quindi il relatore della serata leggendo un suo breve curriculum (leggi CV). Il dr. Mazzullo inizia a parlare precisando che la depressione è una malattia che fa paura, quando la si conosce, ma ancor di più quando non la si conosce. Fa paura perché è una malattia cattiva, che provoca sofferenza, in chi ne è affetto, ma anche in chi è al malato vicino e vorrebbe aiutarlo, ma non sa come, in che modo farlo, e si sente, perciò, impotente. Spesso addirittura chi ne è affetto, non sa di esserlo e vive dolorosamente, con difficoltà, una vita condizionata e resa gravosa, a volte insopportabile, da una malattia che, se non riconosciuta, non può essere curata. Spesso la malattia, invece, è riconosciuta, ma non è curata, o curata inadeguatamente, per paura, per pregiudizio, per ignoranza. In entrambi i casi, il malato e chi è a lui vicino sono vittime di sofferenze gravi ed evitabili.
Esistono molte forme di depressione. Una primaria classificazione è la seguente:
Depressione reattiva: depressione dovuta ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento, una delusione sentimentale/professionale, la perdita del lavoro, una violenza psicofisica, una truffa ecc., i cui sintomi però si dimostrano eccessivamente intensi e prolungati rispetto alla causa scatenante.
Depressione endogena: non riconducibile ad eventi scatenanti consci o semi consci come nel caso della depressione reattiva, ma a cause genetico-biologiche o inconsce presenti nella personalità del paziente.
Infine, fra gli altri disturbi dell’umore che includono sintomi depressivi, si possono citare la disforia (un’alterazione dell’umore con caratteristiche depressive contrassegnate da agitazione e irritabilità) e i disturbi bipolari, ossia quelle patologie dove vi è alternanza di episodi depressivi maggiori o minori con episodi maniacali o ipomaniacali.
La classificazione non si riduce semplicemente a queste poche categorie, in quanto esistono varie sottocategorie per i tipi elencati, oppure depressioni tipiche di alcuni eventi particolari, come ad esempio la depressione post-partum.
Al termine del suo intervento, molto applaudito dai presenti, ha risposto alle domande che sono state esposte dai alcuni soci.

Presenti 40 persone, di cui 27 soci.
Visitor: Roberto Luciani del RC Bosa.
Ospite del Club il socio onorario Massimo Barra.