II CURIOSITA’ ROMANA

“Buongiorno a tutti cari Soci e Amici e buon 1Agosto!

Per chi è in vacanza, per chi è tornato, per chi ancora lavora, vogliamo condividere con voi  la seconda Curiosità Romana della Rubrica Roma questa S-Conosciuta, che ci accompagnerà in questo Anno Rotariano 2023/2024.

PIAZZA NAVONA – I GIOCHI D’ACQUA E L’INCAUTO OSTE

Ad Agosto, il mese della canicola più soffocante, vi vogliamo raccontare una storia curiosa, ambientata nella più bella Piazza Barocca di Roma, Piazza Navona, un “salotto pubblico” dove si fondono elementi architettonici e scultorei del grande Gianlorenzo Bernini: la fontana dei 4 fiumi e la fontana del Moro e del suo rivale Francesco Borromini: la splendida chiesa di S. Agnese in Agone.

Ma questo meraviglioso “spazio scenico naturale”, oltre che per le sue meraviglie, rimane celebre nella memoria dei romani per i “Giochi d’Acqua”, che si svolgevano dalla metà del ‘600, nei mesi estivi, il Sabato sera e  la domenica, che poi, per motivi igienici, vennero definitivamente aboliti da Papa Pio IX nel 1866.

Chiudendo il “chiavicone” della Fontana del Moro, l’acqua allagava tutta la piazza e vi rimaneva fino alla mezzanotte della domenica. Il Lago Agonale di Piazza Navona era uno dei passatempi preferiti della popolazione nelle afose estati romane; il divertimento consisteva nel passeggiare sguazzando, a piedi e in carrozza, con calessi a forma di pesce, raccogliendo le monete gettate dagli spettatori. Le facciate dei palazzi intorno alla piazza , erano addobbate con arazzi e la sera, fuochi pirotecnici illuminavano la piazza allagata. Era uno spettacolo che univa tutte le classi sociali, popolani, nobili, intellettuali, prelati, che accorrevano in gran numero nella piazza per divertirsi e rinfrescarsi.

L’usanza di giocare in Piazza Navona allagata, risale alle antiche Naumachìe Romane, quando nella regione vaticana e in quella di Augusto, si combattevano delle battaglie navali. Si trattava di repliche, simulazioni di battaglie (agones, da qui il nome originario S.Agnese in Agone) realmente combattute, effettuate con piccole barche, che riscuotevano un grande successo presso il popolo.

La piazza allagata durante l’estate, è citata anche dal poeta Giuseppe Gioachino Belli (Roma, 7 settembre 1791 – Roma 21 dicembre 1863), in un sonetto che ne rende una veloce descrizione sociologica, economica, artistica e storica. 

FOTO N.1 e FOTO N.2 Piazza Navona allagata per la calura estiva

Ma… la Roma papale non è stata sempre così attenta ai bisogni del popolo, anzi proprio in Piazza Navona era allestita anche una pubblica gogna, che all’occorrenza si trasformava in uno spietato patibolo.

Se passeggiando per la piazza, vi fermate davanti al numero civico 34, quasi in corrispondenza del famoso bar “I 3 Scalini” e guardate in alto, all’altezza delle finestre del secondo piano, vedrete una testina di marmo, che sporge misteriosa dal muro. Si tratta del ritratto (effettuato con un calco in gesso) di un povero oste che fu imbrogliato da un Papa. 

La leggenda popolare racconta che nella seconda metà del ‘500, Papa Sisto V, Felice Peretti, famoso per la sua crudeltà, amasse spogliarsi degli abiti pontifici ed indossare quelli del volgo, per mescolarsi al popolo ed ascoltare, senza essere riconosciuto, quello che la gente pensasse realmente di lui. Un giorno, fingendosi un innocuo popolano, entrò nella bottega di questo povero oste ingenuo, in Piazza Navona, che non riconoscendolo, non risparmiò le critiche verso il potere papale, che aveva introdotto una nuova unità di misura per la vendita del vino e stava creando non pochi problemi ai bottegai.

La mattina dopo l’incauto oste, mentre si accingeva ad aprire la sua osteria, vide delle guardie pontificie che allestivano un patibolo sulla piazza e si domandò chi mai fosse il povero sventurato a cui sarebbe toccata una sorte tanto dura. In quel momento il boia e le guardie si diressero verso di lui, lo arrestarono e subito dopo lo giustiziarono.

I suoi amici, in ricordo del fatto, misero il ritratto dell’amico oste, scolpito sul muro di una casa, come se li osservasse sempre dall’alto.

Ancora oggi la testina si trova lì, quale monito a non parlare in modo sconsiderato davanti agli sconosciuti. 

FOTO N. 3 e N. 4   Testina dell’oste

Con questa piccolo suggerimento di sapienza popolare, noi vi salutiamo e vi auguriamo una Buona Estate, in attesa di rivederci tutti il 7 settembre!

Gabriella Guasticchi

Presidente                                                                                                                                          

Rotary Roma Nord Ovest
Author: Rotary Roma Nord Ovest

IL 19 giugno 1980 un gruppo di professionisti, imprenditori, operatori economici, giornalisti, appartenenti alle Forze Armate e rappresentanti delle istituzioni costituisce il Rotary Club Roma Nord Ovest che riceve la “ Charta “ il 23 ottobre, presidente il Gen. Girolamo De Marco. Il cavallino ne è il simbolo distintivo e rappresenta la voglia di correre e di proseguire . Da sempre il Club rivolge l’attenzione alle nuove generazioni alle quali ha sempre ritenuto di rivolgere la massima attenzione perché in esse è da riporre ogni speranza per un domani migliore. Nel 2002 è Club padrino del Rotary Club Roma Mediterraneo e nel 2004 del Rotary Club Roma Centenario. Affianca organizzazioni umanitarie con iniziative locali, il progetto PolioPlus, progetti per portare l’acqua in villaggi dell’Africa o per la lotta alla malaria. Il C.R.E. (Centro di Riabilitazione Equestre), dal 1989, aiuta i giovani disabili con l’ippoterapia. Il Premio di Giornalismo Carlo Casalegno, dal 1980 in memoria di un giornalista ucciso dai terroristi, intende ribadire la fede del Club nelle Istituzioni e nella Democrazia premiando i giornalisti che nel loro lavoro si avvicinano all’ideale del servire rotariano.